Monza-Resegone 2019: il fascino di una corsa appassionante

di Stefano Scala – Team Cooperativa Betania Onlus

Il Resegone, la montagna che sovrasta Lecco e quel ramo di lago di Como che volge verso mezzogiorno, nelle giornate limpide, è visibile fin da Milano.  

Si fa in fretta a riconoscerlo, come raccontava Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi, con la cresta ricca di guglie di roccia, a dargli la forma seghettata da cui prende il nome.

Ma un conto è ammirarlo da lontano, un altro è andarci su, correre, arrivarci di notte, con le luci frontali ad illuminare i sentieri impervi che portano alla vetta.

E’ il fascino della Monza-Resegone, gara disputatasi lo scorso 22 giugno e giunta alla 59^ edizione; un pezzo di storia del podismo lombardo e non solo. Un evento che ogni anno raduna un numero sempre maggiore di sportivi in cerca di sfide diverse e della emozione di assaggiare, anche solo per una volta, la magia della “Notte del Resegone”.

Si corre a terne, e già questa è una particolarità, con partenze scaglionate ogni 20 secondi, come in una prova a cronometro del Giro d’Italia. E in tre bisogna arrivare alla Capanna Alpinisti Monzesi, a quota 1170 m., sul Resegone, luogo dove è posto il traguardo. Se non vi sono amicizia, solidarietà, spirito di sacrificio tra i tre atleti, le squadre vanno in crisi e si squagliano alle prime difficoltà della corsa.

Il monte Resegone, dal suo profilo inconfondibile!!

Perché la prova è tutt’altro che facile e scontata: si corre di notte, che può essere calda all’inizio ma molto fredda sul finale; vi sono da percorrere quasi 42 km, i primi trenta su una lunga strada che attraversa la Brianza monzese e lecchese, gli ultimi dodici in salita, prima su asfalto, poi su ciottolato, quindi sul sentiero di montagna, dove tante volte si è costretti ad arrampicarsi sfruttando rocce, alberi e radici.

Si attraversano paesaggi molto diversi ma tutti affascinanti: dalla partenza nel cuore di Monza – di fronte all’Arengario – al passaggio in centro a Villasanta, Osnago, Olginate, dove la popolazione si riversa in piazza ad aspettare i corridori fino a notte fonda; dal parco cintato più grande d’Europa, ai saliscendi di Merate e Calco; dalle rive dell’Adda che si incontrano ad Airuno, fino al Castello dell’Innominato, in cui ci si imbatte ad inizio salita, poco sopra Calolziocorte.

E’ una gara dall’indubbio valore simbolico ma non per tutti, come spiega il sindaco di Monza, Dario Allevi: “La Mo-Re è un’esperienza riservata a pochissimi atleti, sia per lo straordinario impegno fisico richiesto, sia per l’approccio mentale, determinante per superare le difficoltà del tracciato”. Chi arriva al traguardo del Resegone, un po’ campione si sente davvero. Eroe per una notte che resta nel cuore.

Tra le 262 squadre al via quest’anno, c’eravamo anche noi. Con il numero 187, la terna del Team Cooperativa Betania Onlus, composta dal sottoscritto, Stefano Scala, e dai miei compagni di avventura, Giovanni Perrucca e Filippo Resteghini.

Una squadra… tre amici!!

Ci conosciamo da anni, spesso ci alleniamo insieme e questo è stato sicuramente l’elemento che ha fatto la differenza: ci siamo “tenuti” nella parte iniziale, per poter dare tutto sulla salita e sul sentiero di montagna.

Alla fine, il risultato ci ha dato ragione: 41° team sui 212 giunti al traguardo. In cinquanta squadre o non sono partite o si sono ritirate lungo la strada.Ma siamo certi che tutti vorranno riprovarci, già dall’anno prossimo. Perché il fascino del Resegone è irresistibile.

Se anche voi state pensando ad una prossima vostra presenza in gara, rivolgetevi senza timore alla cooperativa Betania. Tra le altre cose, hanno anche un servizio di agenzia turistica – Betania Travel – vi potranno trovare la migliore sistemazione a Monza e dintorni per un weekend di corsa che non dimenticherete.

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