Maratona di Roma… quella prima volta che non si scorda mai!!

Anche se corri ormai da quasi due anni e nelle gambe hai più di 3.700 chilometri, 15 mezze maratone e 38 traguardi tagliati, pensare di correre una maratona non è la prima cosa che ti viene in mente.

La vedi lì, lontana, sai che è il sogno di ogni runner ma la cosa ancora non ti coinvolge più di tanto…

Sei amante delle 21K, ti alleni per scendere sotto l’ora e trenta e quello ti basta. Almeno fino a quando, in un pomeriggio di inizio febbraio, scherzando con un amico, ti esce una frase del tipo… “Quando sarebbe? L’8 aprile? Beh, in realtà mancano ancora due mesi. Se sopravviviamo ai due lunghi ci si può pensare!!” In realtà… c’ero già dentro!!

La maratona, specie se la prima, è veramente un viaggio alla scoperta di te stesso. In quelle 4 ore (chi più chi meno) senti il tuo corpo vivere continui cambiamenti. Li percepisci, è reale. Guardi l’orologio e vedi chilometri e minuti scorrere verso l’ambito traguardo. Sei felice perché senti di aver azzeccato il ritmo gara (un po’ più lento rispetto ad una 21K) e quasi ti sorprendi quando al 15° chilometro non avverti ancora la stanchezza.

Dentro cresce quel senso di gioia e pensi che continuando di questo passo, magari accelerando nel finale, forse riuscirai a chiuderla anche meglio di quello che avevi previsto. “Sto andando alla grande!!” 

Quell’8 aprile, nonostante la sveglia avesse suonato alle 4.45 e la notte dormito molto poco, ricordo di essermi alzato particolarmente energico ed emozionato. Preparo la mia solita colazione pre-gara, poi doccia, completino sociale con pettorale in bella vista e via verso Roma, destinazione Colosseo per il deposito borse.

Alle 6.30, Roma era particolarmente bella. Per le strade solo runner con gli zainetti arancione fluo e molte forze di polizia impegnate ad assicurare il migliore svolgimento della gara podistica più importante d’Italia. Girato l’angolo di Via Cavour, Via degli Annibaldi era già set per autoscatti con sullo sfondo, rischiarato da un giovane sole primaverile, sua maestà “Er Colosseo“.

L’arrivo al Colosseo, verso il deposito borse…

Mi metto in fila per lasciare lo zaino, mando un ultimo video messaggio di buongiorno a Serena e ai bambini, poi pipì-stop in zona griglia dove riesco anche a fare qualche minuto di riscaldamento. Tutto è organizzato perfettamente. Si parte tra mezz’ora, in cielo non c’è una nuvola e la temperatura è gradevole.

LA GARA

Alle 8.20, il crescente volume della musica ci coinvolge in uno straordinario count down, poi lo sparo e l’applauso di oltre 14.000 runner danno il via alla prima onda, quella degli élite. In lontananza vedo i palloncini delle 3:30. Cerco di avvicinarmi più che posso ma ad un certo punto mi devo fermare. Terzo sparo, terza onda, si parte.

Immagini della Maratona di Roma 2018

Il ritmo iniziale è blando nonostante Via dei Fori Imperiali sia abbastanza larga. All’altezza del Teatro Marcello raggiungo il gruppo dei miei pacer. Ci conosciamo, scambiamo qualche parola. Tra le piante già si intravede il marmo bianco della Basilica di San Paolo. Siamo al 7° chilometro. Attraversiamo il Tevere su Ponte Marconi, e si rientra verso il centro.

Al 13° chilometro siamo di nuovo a Circo Massimo poi l’Isola Tiberina, la SinagogaCastel Sant’Angelo, Via della Conciliazione e, in tutta la sua meraviglia, dinanzi a noi un’immagine da brividi: la Basilica di San Pietro. Molti runner, non solo stranieri, si fermano a scattare qualche selfie.

Con degli scenari del genere, specie per chi non è di Roma, la gara non può che passare in secondo piano.

Arrivati in Piazzale Clodio, il Garmin mi dice che siamo a metà gara: 1:43:21… stiamo procedendo a 4’54″/km, qualche secondo sotto il tempo che mi ero dato.

Dal 21° al 35° chilometro il percorso ci porta un po’ fuori città. Siamo in zona Grande Moschea. Le strade non sono più gremite di persone, gli scenari circostanti sono cambiati sostanzialmente. Arrivato al 30° chilometro, ho scoperto il famoso muro di cui tutti parlano. E’ tutt’altro che psicologico!!

Sono quasi le 11.30. Il sole in cielo è ormai alto e sempre più caldo. I termometri fuori dalle farmacie segnano 26 gradi. Non respiro. Rallento al ristoro per prendere due pezzi di banana e una bottiglietta d’acqua. Perdo il passo dei pacer che vedo allontanarsi velocemente… è subito black out!!

Piazza Navona

Il passaggio in Piazza Navona (Foto: Gianfranco Bartolini), Maratona di Roma 2018

Provo a resistere. Sono a più di due terzi di gara, finora era andato tutto molto bene, forse anche meglio del previsto. Mi sforzo di restare concentrato per recuperare più forze possibili. Continuo a rallentare. I 3 chilometri di lungo Tevere della Marina ora sembrano interminabili. Mi consola il fatto che stiamo rientrando verso il centro. Ormai mancano “solo” 6 chilometri.

Al 36° una grandissima sorpresa mi  rimette in moto le gambe. L’ingresso a Piazza Navona!! Una lunga passerella di quasi 300 metri all’interno di una delle piazze più belle del mondo fatta costruire dall’imperatore Domiziano come stadio in grado di ospitare fino a 30.000 persone. Non so’ quel giorno quante ce fossero ma sicuramente il loro incitamento ci ha dato una spinta forte, non solo emotiva.

Riprendo a marciare con il mio passo. L’afa è veramente tanta, cerco di trovare rifugio all’ombra di qualche palazzo in Via del Plebiscito.

Gli ultimi istanti prima dell’arrivo ai Fori Imperiali, Maratona di Roma 2018

Sulla destra Piazza Venezia e i primi finisher che giravano verso Via dei Fori Imperiali per gli ultimi 200 metri di gara. Per noi, invece, ancora tutta Via del Corso da percorrere fino a Piazza del Popolo, Via del Babbuino e, quindi, Piazza di Spagna in un altro bagno di folla, un’altra emozione fortissima. Poco più avanti, sulla sinistra, il ristoro del 40°. Mi fermo qualche secondo a bere prima di affrontare il Traforo Umberto I che mi porterà su Via Nazionale per l’ultimo chilometro in discesa da percorrere in volata fino al traguardo.

I metri ormai scorrono più velocemente. La fatica sembra svanita. Quelle sono le ultime tre curve prima di entrare in Via dei Fori Imperiali. Sono avvolto dalla musica, la gente, i gladiatori. Lo speaker che invoca a gran voce “Purosangue” scritto sulla mia canotta. Alzo le braccia al cielo… E’ finita!! 3 ore e 40 minuti.

Un volontario mi mette la medaglia al collo e si congratula. Credo sia sincero!! La guardo, è preziosa, la bacio e con la mano destra la spingo sul petto, quasi vicino al cuore. Mi scappa un sorriso…Ora sono anch’io un maratoneta!!

Regina di roma 2018

La mia medaglia della Maratona di Roma 2018

I minuti successivi sono stati drammatici. Avevo dolore ovunque, in ogni parte del corpo. Ritiro la busta del ristoro e vado in cerca di una panchina. Niente. Mi siedo a terra, stremato, mentre decine di runner continuano a tagliare il traguardo. Chi con il sorriso, chi con le lacrime agli occhi, chi con ancora le forze per voltarsi e scattare un selfie con alle spalle il cronometro. E’ una meraviglia!!! Se il primo pensiero è stato “Ma chi me lo ha fatto fare!!”, il secondo è stato quello di pensare già alla prossima Regina da conquistare.

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Written by Antonello
Quando indosso le mie scarpette mi sento libero, leggero, in una piacevole sensazione di benessere che coinvolge il corpo e la mente.