La mia 100 miglia di Berlino… di Tiziana Bini

Quando sei “abituata” a ragionare sul correre lunghe distanze, a stare tante ore sulle tue gambe, senza sosta, il pensiero di non accettare una nuova sfida non ti sfiora nemmeno. Ed è così che in una stagione che mi ha regalato tante soddisfazioni tra maratone e ultra, mi sono ritrovata a pensare: “l’anno prossimo proviamo la 100 miglia!!

Per quasi un anno il pensiero è stato ogni giorno su quella gara!! Ogni chilometro fatto, ogni allenamento tirato a lungo è stato con la testa a questa nuova esperienza, a quel traguardo.

Pesante? Direi, piuttosto, faticosa ma la fatica mi piace e quindi non è pesante. Più impegnativo saltare un giorno di allenamento che non macinare chilometri e gare, una dietro l’altra. All’inizio sembrava una data lontana, poi le ultime settimane sono volate via così velocemente che ad un tratto ho realizzato … manca solo un mese!!

E’ ora di preservare; a luglio evitare qualche percorso troppo impegnativo diventa d’obbligo.

Il conto alla rovescia accelera. Si parte!! Direzione… Berlino.

ORMAI CI SONO DENTRO…

Il venerdì è il giorno dedicato alla concentrazione, al ritiro pettorale, di briefing (il regolamento è rigidissimo) e alla preparazione delle 3 sacche che posso gestirmi durante il percorso. Qui non posso assolutamente sbagliare!!

Il sabato mattina a sveglia suona decisamente presto. Raggiungo lo stadio con il giusto anticipo ed il brivido provato nel vedere l’arco d’arrivo sulla pista d’atletica è veramente indescrivibile.

Parto fin troppo fiduciosa di poter conquistare la fibbia che spetta a chi conclude il giro sotto le 24 ore, dandomi anche la possibilità di non allontanarmi troppo dalle 20 ore e con l’ambiziosa speranza di riuscire a finirla un bel po’ sotto le 20 ore, conquistando un buon posto in classifica.

Si tratta di fare 100km come so farli (discretamente direi), magari riuscire a farne altri 20 senza problemi e a quel punto gli ultimi 40 si farebbero…magari coi denti.

La prima ora e mezza passa in città con l’obbligo di rispettare i semafori agli attraversamenti. Questo rallenta la media del passo ma non dovrebbe essere un problema con tutta quella strada da fare.

Inizia poi un tratto sconnesso e, almeno per me che adoro l’asfalto, quando torno su strada succede l’inverosimile. Non ho ancora chiuso la prima delle 4 maratone che mi aspettano quel giorno e le gambe non ne vogliono sapere di sollevare i piedi da terra.

Ho un passo lento, corto, che non mi dà la sensazione fisica del correre; quella sensazione che mi piace tanto e che mi fa correre sempre più a lungo. Così è come se mi annoiassi e sento fastidi e dolori ai piedi che quando corro al mio passo sono ininfluenti.

Arrivo a metà gara dopo più di 9 ore: le 20 ore sono sfumate ma se cammino di buon passo le 24 sono ancora alla portata.

“Corri quando puoi, cammina quando devi, striscia se serve, ma non mollare mai.” (Dean Karnaze)

Ma non ho fatto i conti con tutti i problemi che possono insorgere quando si decide di camminare 80 km dopo averne corsi altrettanti. Le gambe si imballano e il passo rallenta ulteriormente. Cominciano ad essere quasi 20 ore che sono in strada, quasi un giorno in piedi e arriva il sonno. Uno sbadiglio dopo l’altro. E’ freddo. Un rapido conto dell’andatura e dei chilometri che mancano al traguardo e via… anche la fibbia è sfumata.

ARRANCO MA …ARRIVO!!

Cammino e batto i denti. A un ristoro mi danno una coperta. Continuo a camminare con il plaid sulle spalle, come un automa verso il traguardo. Talmente automa che chiudo un attimo di troppo gli occhi e quando li riapro mi rendo conto di aver sognato.

Cammino e dormo finché non crollo su una brandina a un altro ristoro. Riapro gli occhi terrorizzata che siano passate ore; solo 4 minuti di  sonno ma mi hanno ristorata quel tanto che basta per affrontare fiduciosa gli ultimi 13 km. Riparto con più vigore ma arriva l’inatteso: fitte al ginocchio e all’anca destra… mai avuto problemi articolari.

Ogni passo diventa doloroso. Manca ancora troppo ma il sogno del traguardo non lo faccio svanire. L’arrivo è inglorioso, dolorante al punto di non riuscire nemmeno a correre il giro di pista all’interno dello stadio che mi separa dalla medaglia. Arranco ma …arrivo!!

Delusa dal tempo ma comunque orgogliosa di non aver ceduto. La ritirata sarebbe stata più dura da digerire. Ora si tratta di capire cosa è successo per fare meglio la prossima volta.

NEVER GIVE UP!!!

ALCUNI CONSIGLI SULLA GARA

La 100 miglia è una gara molto impegnativa, non solamente per la distanza ma anche per la diversità di fondi che si incontrano lungo i 160 chilometri. Per non parlare, poi, delle insidie che si possono incontrare in un circuito cittadino aperto al traffico (incroci, auto in movimento, segnaletica da rispettare etc…). Se volete cimentarvi in questa gara, quindi, consiglio di prepararla bene, facendo dei lunghi su pavimentazioni irregolari e con continui cambi di passo dando priorità ai ritmi più lenti. Per quanto riguarda la scelta dell’hotel, consiglio di individuarne uno nei dintorni di Alexanderplatz, dove avviene la consegna pettorali e briefing del venerdì. E poi, è ben collegata alla zona di partenza della gara. Nella prenotazione dell’hotel, infine, suggerisco di prevedere il check out non prima del lunedì, così godersi senza fretta anche la cerimonia di premiazione della domenica pomeriggio. Tutti i finisher vengono chiamati singolarmente sul palco per la consegna della medaglia e della fibbia ed è veramente un bellissimo momento!!

 

Tiziana Bini: sono una runner da 15 anni che ha visto crescere la passione per questo sport in maniera sempre più coinvolgente. Nel corso di questi anni ho avuto opportunità di unire questa passione alla veste professionale, e aiutare podisti a recuperare da infortuni e affaticamenti più e meno gravi. Sono una fisioterapista. Curo una pagina sul sito della mia società sportiva Amici Parco dei Castelli Romani dove descrivo i percorsi delle gare e scrivo per il sito del reparto di fisioterapia di Fisioeuropa, la struttura nella quale lavoro.

LA GARA IN VIDEO



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INFORMAZIONI SULLA GARA (A CURA DELLA REDAZIONE)

Data dell‘evento: 11 e 12 Agosto 2018

Il percorso ricalca quello che era il muro di Berlino. Si snoda in parte su strade pubbliche aperte al traffico, é in gran parte battuto e per lo più pianeggiante, con tratti non asfaltati e sconnessi (per scaricare il percorso aggiornato, clicca qui >> www.100Meilen.de).

Partenza e arrivo sono entrambi in Friedrich-Ludwig-Jahn-Sportpark, Cantianstraße 24. Si consiglia pertanto di arrivare con i mezzi pubblici. Il pettorale è valido anche come biglietto per gli spostamenti da e per la corsa o in caso di interruzione della gara.

I punti ristoro (VP) sono presenti ogni 5 -8 chilometri, per un totale di 26. Sarà offerta una varietà cibi e bevande adatti alla corsa.

I punti di cambio (stazioni drop-bag e punti cambio staffetta) sono tre (58°, 90° e 127° km) e sono anche punti di rilascio dell’attrezzatura (drop-bag), punti di cambio testimone per la staffetta e punti di cronometraggio. I partecipanti (sia corridori singoli che a staffetta) che superano i punti ristoro oltre i tempi limite indicati, devono terminare la gara e non saranno classificati.

Attrezzatura richiesta: ogni partecipante (corridori singoli e di staffetta) deve avere con sé un telefono cellulare acceso il cui numero deve essere rilasciato con la registrazione online. Un eventuale cambio di numero di telefono deve essere comunicato non oltre il ritiro dei documenti di gara.

Per i partecipanti e i loro accompagnatori è obbligatorio portare al buio, e in ogni caso tra le ore 21:00 fino alle ore 06:00, una lampada e un giubbotto o una cintura a bretella riflettente.

Ogni partecipante dovrebbe portare con sé almeno 0,5 litri di bevande. A seconda delle condizioni meteo, il direttore di gara può dichiararlo obbligatorio. L’organizzatore si riserva il diritto durante la gara di controllare l’attrezzatura richiesta.

Certificato medico: ogni corridore individuale ha l’obbligo di mostrare al momento del ritiro dei documenti di partenza un certificato medico, che non sia stato redatto più di dodici mesi prima del giorno della manifestazione e che indichi espressamente che il corridore è a in grado di far fronte alla distanza prevista di 100 miglia. Un corridore medico non può redigere un attestato per se stesso. Proponiamo di utilizzare il modulo DUV, che può essere scaricato qui.

Iscrizioni: è possibile registrarsi online sul sito www.100Meilen.de, è previsto un numero massimo di 400 posti per la gara individuale e di 100 per le staffette. Nel caso in cui venisse preventivamente raggiunto il numero massimo di iscritti, viene organizzata una lista di attesa sia per corridori singoli che per staffettisti.

Quote di partecipazione:

  • Corridori individuali: 189,00 €
  • Staffetta da 2: 179,00 €
  • Staffetta da 4: 219,00 €
  • Staffetta 10+: 339,00 € (per 10 corridori) 



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