Giorgio Calcaterra, il campione di tutti

Giorgio Calcaterra è l’ultra-maratoneta più famoso di Italia. Tre volte campione del mondo nella disciplina, nel 2017 viene insignito dal CONI con la medaglia d’oro al valore atletico. Autore di due bellissimi libri (Correre è la mia vita e Correre da Zero a Cento)… Re Giorgio (cosi lo chiamiamo a Roma) è una persona gentile, molto disponibile, che sa dispensare consigli preziosi con una semplicità ed una chiarezza incredibili.

Incontrarlo durante le gare o vederlo sfrecciare in mezzo a noi mentre stringe mani e fa selfie con i più appassionati, è sempre un gran piacere. Ma poter condividere con lui un buon caffè chiacchierando di allenamenti, alimentazione, libri e impegno sociale, è stata un’esperienza davvero unica.

Giorgio, anche quest’anno hai voluto prendere parte alla 100 km del Passatore. Dopo 12 vittorie consecutive, ti abbiamo visto ancora sul podio, al 3° posto, ma con il sorriso di sempre. Cosa puoi raccontarci di questa ennesima impresa? 

Per certi versi è stato divertente. È stata divertente soprattutto la reazione di molte persone che, vedendomi sul 3° gradino podio, si sono avvicinate per dirmi “mi dispiace!!”. Ma come “mi dispiace??” Si, è vero, venivo da una sequenza particolare di 12 vittorie consecutive ma sono comunque felice per quest’ottimo piazzamento. Quello di cui non sono contento, invece, sono le sensazioni che ho provato durante la gara. Mi sentivo debole, affaticato. Un dolore lancinante al fianco mi ha preso fin dai primi chilometri ed in certi momenti mi ha fatto letteralmente strillare. Cosa sia successo non lo so.

Foto: Giancarlo Colombo

Quella mattina sono arrivato da Roma con un po’ di ritardo. Avevo fatto colazione alle 8:20, avrei dovuto mangiare qualcosa prima della partenza ma non ne ho avuto il tempo. Ho provato a compensare bevendo sali e maltodestrine ai primi due ristori e questo, probabilmente, deve avermi dato qualche scompenso che poi mi sono trascinato per tutta la gara. Posso dire, però, di aver vissuto un Passatore diverso, che ricorderò anch’io per le “lucciole“. A pochi chilometri dall’arrivo, ormai quasi buio, per la prima volta ho visto anche io due lucciole, quelle che molti podisti raccontano di vedere quando attraversano l’Appennino di notte. Ho ripensato a tutte quelle storie ed in quel momento mi è venuto da ridere!!

Nella tua carriera hai corso oltre 1.400 gare, a tutti i livelli. Ce n’è una che ritieni più importante e quale, invece, quella che ti è piaciuta di meno?

Non c’è una gara che reputo più importante o la più bella in assoluto. Sicuramente ho un bellissimo ricordo della Maratona di Ferrara del 2000 quando ho fatto il mio personale di 2:13:15. La settimana prima avevo corso la Maratona di Piacenza in 2 ore e 15 e mi ricordo di aver faticato molto. A Ferrara, quindi, ci sono andato senza tante pretese. Poi, come capita in questi casi, ti rendi conto che può essere la “giornata giusta“. Inizialmente sono rimasto indietro poi sono riuscito ad agganciarmi ad un gruppo di kenioti e ho fatto il mio best. Altre due gare che ricordo sempre con piacere sono il mio primo mondiale nel 2008 a Tarquinia e il mio primo Passatore nel 2006.

Per quanto riguarda la gara che mi è piaciuta meno, mi viene in mente il mondiale di ultra-maratona del 2007 a Winschoten (Olanda). Quel giorno non stavo bene, avvertivo sensazioni di debolezza estrema, non riuscivo a correre, alternavo minuti di corsa a momenti di camminata. Una volta realizzato che non avrei potuto portare punti per la nazionale, ho deciso di ritirarmi (unico caso dopo il ritiro per infortunio a Boa Vista). Con il senno del poi, se solo mi fossi fermato qualche minuto, forse l’avrei potuta portare a termine. Il mio obiettivo è sempre quello di tagliare il traguardo ed onorare la gara.

Nella Maratona di Roma 2018 sei partito in ultima posizione per incontrare quanti più atleti possibile. Nel 2015, sempre a Roma, hai corso la distanza regina per ben due volte, per tagliare il traguardo con l’ultimo arrivato. A tutti noi, indubbiamente, in questi anni hai dato molto. Ma cosa porta a casa Giorgio Calcaterra da queste esperienze?

Correre non serve solo per stare bene, conoscere posti nuovi ed incontrare sempre nuove persone, è anche un modo per mandare dei messaggi. In queste due edizioni della Maratona di Roma ho voluto sottolineare come anche gli ultimi sono importanti. Senza di loro non ci sarebbero neanche i primi. Nel 2015 è stata un’esperienza positiva e negativa allo stesso tempo. Quando ho concluso la mia Maratona, essendomi qualificato 9° assoluto, sono stato sottoposto al controllo antidoping. Il controllo è durato circa un’ora e un quarto, periodo in cui ho dovuto bere quasi due litri di liquidi. Quando sono ripartito ormai mi ero raffreddato ma al 41° chilometro sono comunque riuscito a raggiungere Eligio, l’ultimo runner in gara, e con lui ho tagliato il traguardo festeggiando insieme ai tanti atleti ancora presenti.

Giorgio Calcaterra alla Maratona di Roma 2015

Quest anno, invece, sono voluto partire per ultimo e salutare quanti più runners possibile. Alcuni hanno voluto fare dei selfie e, per non rallentarmi, hanno corso alla mia velocità per 100/150 metri. Sono stati momenti bellissimi. Cosa porto a casa da queste esperienze? Delle buone prestazioni atletiche e, soprattutto, l’amore di tanta gente.

In questi anni ti abbiamo visto impegnato anche nel sociale. In ultimo, all’Appia Run quando hai deciso di sposare la causa di Andrea, un bambino di 15 anni scomparso per un incidente, il cui sogno era quello di costruire pozzi d’acqua in Etiopia. Cosa puoi dirci di questo rapporto tra corsa e solidarietà?

La corsa, come dicevo prima, può essere anche un modo per trasmettere dei messaggi. “Corri per Andrea” è un progetto che mi è stato da subito particolarmente a cuore. Il fatto che un ragazzo di 15 anni, scomparso per un incidente, nel suo diario abbia espresso il desiderio di costruire dei pozzi in Etiopia e che poi la mamma abbia voluto trasformare questo sogno in un progetto, mi ha colpito molto e ho deciso di sostenerlo. Per fortuna, in tanti, una volta venuti a conoscenza dell’iniziativa, ci hanno creduto ed hanno voluto dare il loro contributo. In passato ho sostenuto altre iniziative come, ad esempio, “Sport senza frontiere“, un progetto nato per aiutare i bambini nel fare sport. Lo sport è un diritto di tutti e non devono esserci ostacoli nel poterlo praticare.

Nel tuo ultimo libro “Corri da Zero a Cento” dai preziosi consigli su come allenarsi per programmare ogni tipo di gara. Quello che non ci hai detto, però, è cosa mangia Giorgio Calcaterra in vista di una competizione? 

L’alimentazione è sempre una cosa personale e molto dipende dallo stile di vita di ciascuno. Per quanto mi riguarda, cerco di consumare ogni pasto in modo regolare e completo, tenendo sempre in mente il consiglio che mi dava mio papà di mangiare poco e spesso, cercando di alzarmi da tavola mai completamente sazio. In questo modo il nostro organismo si abitua ad essere sempre alimentato ma senza affaticarsi troppo. Poi, da qualche anno, ho fatto una scelta che è soprattutto di tipo etico ovvero di non mangiare piatti a base di carne o di prodotti la cui produzione comporti un qualsiasi maltrattamento per l’animale.

In conclusione…quale consiglio ti senti di dare agli amici di RunTips che vogliono iniziare a correre?

Due parole: costanza e gradualità. I risultati arrivano solo se ci si allena in modo costante e progressivo. Uno degli ostacoli da superare è sicuramente la pigrizia mentale. Ma una volta superata questa, con un allenamento continuo e la giusta gradualità, ciascuno può correre e raggiungere qualsiasi tipo di traguardo. E ricordatevi sempre, la corsa deve essere un piacere, un divertimento, uno stare bene. Se la corsa diventa dolore, affaticamento, sofferenza, stiamo sbagliando qualcosa. Andiamo a correre, quindi, facciamolo con il cervello e, come dico sempre in questi casi, buone corse a tutti!!!

 

Chi è Giorgio Calcaterra? Ultramaratoneta più amato di Italia, è nato a Roma l’11 febbraio del 1972. A 10 anni corre la prima stracittadina, a 18 anni la sua prima Maratona, sempre a Roma, che chiude in 3 ore e 29 minuti. Nel 2000 stabilisce il primato mondiale delle 16 maratone corse (nello stesso anno) sotto le 2 ore e 20 minuti. Nel 2006 vince la 100km del Passatore e sarà la prima di 12 vittorie consecutive. Si laurea per tre volte campione del mondo di ultramaratona (2008, 2011 e 2012) e nel luglio del 2017 riceve dal CONI la medaglia d’oro al valore atletico.

Il 29 ottobre 2017, nel Circuito Enzo e Dino Ferrari di Imola, ha organizzato la prima edizione della Mezza d’Italia, una mezza maratona itinerante a cui hanno preso parte quasi 2.000 runner venuti da tutta Italia per rendere omaggio ad un grande uomo oltre che ad un grande campione. La seconda edizione si terrà a Caserta, in occasione della Mezza Maratona Internazionale di Caserta – Da Reggia a Reggia, il 18 novembre 2018 e vista anche la spettacolarità del circuito, l’evento si preannuncia essere già un successo!!! 

I libri di Giorgio Calcaterra

Written by Antonello
Quando indosso le mie scarpette mi sento libero, leggero, in una piacevole sensazione di benessere che coinvolge il corpo e la mente.