Dal ciclismo al running… la storia di Cristian Marianelli alla Maratona di New York

Dai mondiali di ciclismo dove gareggiava con campioni come Ivan Basso e Danilo De Luca, all’atletica dove nel 2016, ad Arezzo, si laurea campione italiano nei 5.000 metri su pista. E poi un 2° posto alla 50km della Pistoia – Abetone ed un 1° posto nella categoria SM 40 ai campionati italiani di Mezza Maratona dello scorso 21 ottobre a Foligno. 

Lui è Cristian Marianelli, nato ad Umbertide (PG) nel 1976. Lo scorso 4 novembre, con oltre 53.000 runner provenienti da tutto il mondo, era anche lui sul Ponte di Verrazzano per rincorrere il proprio sogno.

E Cristian il suo sogno lo ha realizzato veramente, arrivando in Central Park in (soli) 2h28’35” (con una media di 3’31″/km ndr) e posizionandosi al 41° posto, 1° tra gli oltre 3.000 italiani e 5° tra gli europei.

Dal Ponte di Verrazzano a Central Park…

Cristian, come sappiamo, la Maratona di New York è un qualcosa di unico. Tutti la ricordano soprattutto per la carica che ti trasmettono quelle centinaia di migliaia di persone ai lati delle strade. Ma come si prepara e, soprattutto, come si gestisce mentalmente una gara del genere?

Si, è vero. La Maratona di New York è una gara magica, con un pubblico stupendo ma allo stesso tempo un percorso molto duro. Richiede una preparazione accurata anche se purtroppo non ho avuto molto tempo a disposizione e gli allenamenti venivano eseguiti in tarda serata dopo l’orario lavorativo. Bisogna essere costanti e concentrati, allenando la mente a tenere duro anche in condizioni di sofferenza.

Gli ultimi sorpassi verso il traguardo

Gli ultimi chilometri dentro Central Park sono molto duri. Ma sai anche che il traguardo è ormai lì a portata di mano. Ci puoi descrivere gli ultimi istanti prima della finish line?

Gli ultimi chilometri sono stati durissimi, ho cercato di tenere duro anche se le gambe non avevano più quella brillantezza dei primi metri. Cercavo di non pensare al dolore fisico ma solo al calore della gente che mi incitava e urlava il mio nome scritto sulla canotta.

Quei sali e scendi, dentro Central Park

Qualche consiglio… 

Che cosa ti senti di dire a tutti coloro che il 3 novembre prossimo saranno lì in attesa di quel colpo di cannone che li catapulterà tra i 5 quartieri della Grande Mela?

L’unica cosa che posso dire è “Non perdete questa occasione!!”. La Maratona di New York è un’esperienza assolutamente unica. Vivetela, perché ne vale davvero la pena!!

Gli ultimi istanti prima dell’arrivo

Le prime persone a cui hai dedicato questa “vittoria” sono state tua moglie Francesca e tua figlia Irene, brava e determinata ballerina. Come riesci a conciliare gli allenamenti con gli impegni del lavoro e della famiglia?

Sicuramente, per tutte le persone che lavorano e decidono di praticare questo sport, poter avere il supporto della famiglia è molto importante. Il tempo è sempre limitato e riuscire a ritagliare dei momenti per gli allenamenti è sempre molto difficile. Per quanto mi riguarda, il più delle volte riesco ad allenarmi nel tardo pomeriggio subito dopo il lavoro o la mattina presto, prima che sorga il sole o, ancora, dopo le 22.00 quando ormai anche la giornata familiare è conclusa. Inutile dire che per ottenere dei risultati, qualunque essi siano, bisogna lottare e non mollare mai.

Con la tanto ambita medaglia…

Le prossime sfide… 

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Per il 2019 mi piacerebbe correre a Berlino. Una bellissima piazza, un percorso molto veloce, e la possibilità di fare il personale che da sempre una buona carica. E poi non escludo di tornare a New York. Anche in questo caso, con l’assoluta voglia di migliorarmi. Vedremo… abbiamo ancora molto tempo davanti!!

Written by Antonello
Quando indosso le mie scarpette mi sento libero, leggero, in una piacevole sensazione di benessere che coinvolge il corpo e la mente.