Come la Maratona ti cambia la vita: allena la mente, trasforma le difficoltà in opportunità

Vito mancusi intervistato da Runtips.it

Quando Eliud Kipchoge domenica 16 settembre a Berlino ha tagliato il traguardo della Maratona sotto la porta di Brandeburgo, fissando il nuovo record del mondo a 2:01:39, io ero all’incirca al km 24-25.

Un’ora e mezza dopo tagliavo il traguardo della mia 5° Maratona facendo segnare il mio personal best. Poco distante, un cartello riportava la scritta: “New World Record 2:01:39”.

Siamo in uno dei tanti back stage della Parma Marathon, nel meeting organizzato dagli amici di Run Life. Ad aprire i lavori, oltre a Gian Pasquale Fornarola – patron di uno dei gruppi runner più attivi e più partecipati su Facebook, conosciamo Vito Mancusi, Coach, Maratoneta e Run Life Ambassador, da pochi giorni anche scrittore del libro “Trasforma te stesso, 7 passi per far emergere il meglio di te (ed. Mind)” che in compagnia dell’azzurro Alberico Di Cecco (vincitore della Maratona di Roma 2005), dispensava consigli su come affrontare mentalmente una maratona e su cosa mangiare nelle ore che precedono lo start.

Trasforma te stesso, il libro di vito mancusi

Il libro di Vito Mancusi

Di Vito ci sorprende piacevolmente questo suo profondo rispetto della distanza Regina. Sfogliamo il suo libro e ne approfittiamo per fargli alcune domande.

Qual è il nesso tra la Maratona e l’Allenamento Mentale?

Citando il mio mentore, Roberto Cerè, posso dire che “la Maratona ti cambia completamente la biochimica. Inizi a capire quali sono i tuoi limiti e come spostarli.”

Qualcuno ha detto: “Tutto quello che hai sempre voluto sapere su te stesso lo puoi imparare in 42.195 metri.”

Sono d’accordo. La Maratona può essere vista come la metafora perfetta della vita. E’ fatta di salite e di discese, di cadute e di risalite, di gioie e momenti di difficoltà.

Guardando ai tuoi trascorsi, scopriamo che in realtà non hai un passato da atleta. Come ti sei ritrovato a correre una Maratona?

Dodici anni fa ero sovrappeso. Pesavo 105 kg, ero timido e impacciato, non avevo mai corso più di 2-3 chilometri.  Da lì, ho iniziato a correre con gradualità ma anche con maggiore costanza, e poi è stato un continuo evolversi.

Nel 2015 sono stato selezionato per frequentare il Micap (Master Internazionale in Coaching ad Alte Prestazioni) del Dr. Roberto Cerè (Executive Coach di grandi organizzazioni quali Scuderia Ferrari, Gucci, Banca Intesa, Mattel, Benetton).

È stato un percorso formativo duro, di oltre 1200 ore, durante le quali ho sostenuto e superato numerose prove:  peso-forma (dimostrando costanza, determinazione, disciplina); campo di sopravvivenza di 7 giorni e 7 notti in un bosco senza cibo e costruendosi il proprio riparo (bivacco); esami scritti e orali, registrati e tempificati, con margine di errore pari a zero, dimostrando così un impegno costante e sviluppando rapidità decisionale, rapidità di esecuzione e capacità di lavorare sotto pressione gestendo i momenti di stress.

Grazie al superamento di queste prove ho ottenuto le Certificazioni di SRRC, Senior Real Result Coach (un Coach che ha dimostrato con risultati reali e misurabili le sue capacità) e le Certificazioni Internazionali con Richard Bandler (fondatore della NLP Society) di “NLP Business Practitioner”, “NLP Master Business Practitioner” e l’esclusiva “ NLP Coach”.

E la Maratona?

La Maratona è stata la prova finale del primo anno di Master (2016). Ma non una Maratona qualsiasi. Il battesimo è avvenuto al cospetto della Regina più ambita, quella che ogni anno riesce a raccogliere oltre 50.000 persone sul Ponte di Verrazzano, quella che in qualche modo ti cambia la vita: La Maratona di New York.

Chi l’ha corsa sa che si tratta di un percorso impegnativo, soprattutto nei 16 chilometri finali, ma è anche una gara che sa ripagarti di ogni passo fatto, di ogni miglio superato. Per me fu la prima esperienza da 42.195 metri e sono riuscito a portarla a termine bene, in 3 ore e 46 minuti (il tempo limite per il superamento della prova era 4:30).

Medaglia della NY Marathon

La mia prima volta a New York

La Maratona è giudice imparziale, non accetta scuse, ti insegna a conoscere i tuoi limiti, le tue motivazioni (Motiv-Azioni, i motivi che ti portano a fare delle azioni) per poter agire con una direzione chiara. Ti insegna a metterti in discussione, a essere costante per poter essere migliore, a cambiare la tua prospettiva per cambiare la realtà stessa delle cose.

Come si traduce tutto questo nella vita di tutti i giorni?

Concludere la Maratona nei tempi prestabiliti vuol dire sviluppare e dimostrare forza mentale, resistenza al dolore e al disagio, gestione del tempo e capacità di concludere un progetto di lungo periodo, tutti fattori determinanti nel mondo aziendale e nella vita quotidiana.

C’hai convinto… Quale consiglio ti senti di dare, quindi, a nostri amici di RunTips.it?

Quello che mi sento di dire è: tutti, partendo da zero, possono portare a termine una Maratona; che tu la corra o la cammini, poco importa dal mio punto di vista.

A New York, nelle due edizioni alle quali ho partecipato ho visto correre persone obese, in carrozzina, con le stampelle, senza una gamba. I puristi storceranno un po’ il naso, lo so. Ma ognuno di noi ha i suoi obiettivi, le sue capacità, le sue motivazioni e le sue emozioni. Scegli tu per quale motivo vuoi farla e portala a termine, con determinazione e soprattutto tanta costanza, perché stai portando a termine qualcosa di epico che solo l’1% della popolazione mondiale riesce a fare.

A chi è già un podista dico: concentrati su te stesso e pensa a migliorare le tue performance. Prendi esempio da chi sta riuscendo e modellane lo stato d’animo con cui corre, le convinzioni che ha e la strategia che sta adottando e applicale nella tua vita.

Quando decidi di correre una Maratona, stai prendendo un impegno con te stesso e questo vuol dire allenarsi con costanza per almeno 6 mesi (se sei proprio all’asciutto come lo ero io, anche 1 anno) in ogni condizione climatica e/o meteorologica; significa magari alzarsi alle 4:30 perché poi devi andare a lavoro; significa uscire con il caldo o con il freddo, con il sole o con la pioggia.

La “Regina” è lì ad aspettarti e il cronometro è un giudice imparziale; non puoi accampare scuse. Rispettala e ti rispetterà; snobbala e ti castigherà!!

Chiunque può realizzare questo obiettivo partendo da zero, a patto che:

  • Lo desideri intensamente;
  • Conosca le giuste strategie;
  • Le metta in pratica.

Il solo sapere, senza il fare, equivale a non sapere affatto!!

 

Vito mancusi intervistato da Runtips.itVito Mancusi: maratoneta, coach e Run Life ambassador, si è diplomato al MICAP (Master Internazionale in Coaching ed Alte Prestazioni), il programma che certifica i Real Result Coach. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro dal titolo “Trasforma te stesso, 7 passi per far emergere il meglio di te (edizioni Mind)”.

Serena
Written by Serena
Conciliare la corsa con la gestione della famiglia e del lavoro non è facile ma si può fare. Ci vuole organizzazione, qualche sacrificio, e tanta voglia di stare bene con noi stesse e con le persone che ci circondano.