Alberico Di Cecco… quelle strade che riportano a Roma

A poco meno di tre mesi dalla XXV Maratona di Roma, abbiamo avuto il piacere di incontrare Alberico Di Cecco, mezzofondista, maratoneta e ultra-maratoneta italiano.

Olimpionico ad Atene nel 2004, ha vestito i colori azzurri dal 1989 al 2014. Il 13 marzo del 2005 ha vinto la Maratona di Roma stabilendo il suo record personale sulla distanza Regina di 2h08’02”.

Iniziamo a parlare… Davanti a noi un atleta esperto, con una passione per la corsa a dir poco travolgente. Ci accorgiamo subito che il suo rapporto con Roma parte da molto più lontano. “Ci arriveremo piano piano – ci dice – e lo faremo partendo dalla mia prima volta… da quel capodanno del 1985”.

Si perché in quel 1985 un Alberico ancora bambino, all’età di 11 anni, già contava cinque stagioni agonistiche con due secondi posti e per il resto solo vittorie. “La casa era piena di coppe. Le pulivo accuratamente il primo di ogni mese”.

Un capodanno a Roma…

Per premiare tanto impegno, quell’anno i genitori decisero di portare il giovane atleta a Roma per festeggiare il Capodanno e per l’occasione lo iscrissero ad un grande evento podistico: la Corsa di San Silvestro.

“Per la prima volta nella vita mi trovai in mezzo ad un fiume di podisti. Correvo a perdifiato ma guardandomi intorno, seppur circondato, non percepivo avversari ma solo tanti compagni di viaggio. Ancora sento, se torno indietro con la mente, le parole di incoraggiamento in romanesco e le carezze sulla testa che molti podisti, quasi tutti adulti, mi dedicavano man mano che li sorpassavo. Una fulminea ed intensa emozione lunga 10km!! Di quel giorno non ricordo la fatica struggente ma soltanto l’energia che mi trasmetteva quella moltitudine di atleti!!”

I chilometri scorrevano veloci tra vicoli, turisti, monumenti e sampietrini. Dalla meraviglia di quel museo a cielo aperto, comincia a capire la funzione delle tabelle chilometriche che non aveva mai visto prima. Avrebbe potuto (e voluto) correre all’infinito ma alla fine le urla di mamma Giannina, emozionata fino alle lacrime, lo riportarono “coi piedi per terra”.

Quindi, il tuo rapporto con Roma parte effettivamente da molto lontano…

“La Maratona di Roma ha scandito negli anni la mia crescita professionale e direi anche caratteriale”.

Alberico Di Cecco – mezzofondista, maratoneta e ultramaratoneta italiano

Nel 2001, a Roma, ho centrato il risultato che mi ha aperto le porte della nazionale assoluta, la mia prima nazionale in maratona. Erano passati 5 anni dal mio esordio a Carpi: 2h20′ e spiccioli. Sin da piccolo avevo collezionato maglie azzurre dagli 800 metri ai 3.000 metri ai 10.000 metri su strada ed anche nei cross. Eppure in quei cinque anni pensai solo alla distanza regina. Anni fatti di duro lavoro, un sacco di chilometri percorsi e fiumi di sudore.

Di anno in anno avevo limato minutini preziosi e mi presentavo alla partenza dei Fori Imperiali con un personale di 2h13′ realizzato l’anno precedente a Vigarano Mainarda. Ci speravo in quella maglia Azzurra ma dovevo migliorarmi. E così fu! Un altro minuto sdoganato, un inaspettato terzo posto e finalmente la canotta della nazionale sulle spalle!!

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